Troppo tardi?

Cos’è l’alternanza scuola lavoro al Parco
marzo 15, 2016
Serge Latouche, economista e filosofo francese, è venuto all’Elba per fare un convegno su un’ alternativa alla prospettiva economica della crescita illimitata. Una possibile soluzione a questo problema sarebbe il fenomeno della “Decrescita”. Nel suo convegno, svoltosi venerdì 11 marzo 2016, ha esposto la sua teoria partendo dalla frase di Woody Allen: “L’umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale.
Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.”. Con questa citazione sostiene che l’umanità continuando in questo modo porterà all’estinzione di molte specie e che risentirà di questo. Latouche ci porta l’esempio del convegno sul cambiamento climatico del 14 febbraio 2002, in cui si enunciava che la crescita non è il problema ma la soluzione. Lui si afferma in disaccordo con questo, dicendo che la crescita economica non punta a soddisfare bisogni umanitari, ma a crescere all’infinito. L’uomo dovrebbe imparare a moderare il suo andamento di vita perché, continuando in questo modo, l’inquinamento porterà alla distruzione del pianeta. La soluzione a tutto sarebbe uscire dalla società di crescita che sta sfaldando l’Unione Europea. Il Filosofo, inoltre, ci racconta che il Consiglio Mondiale dello Sviluppo Sostenibile è la riunione che tutti i più grandi inquinatori del pianeta hanno usato per far cadere gli ecologisti nella trappola dello sviluppo sostenibile. La decrescita è il suo progetto alternativo allo sviluppo ed inoltre ribadisce che la crescita non debba superare il suo livello massimo, perché l’abbondanza della società è soltanto un’illusione: noi viviamo in una società di spreco, assoggettati alla pubblicità, che cerca in tutti i modi di farci sentire insoddisfatti di ciò che abbiamo per venderci cose che, in realtà, non ci servono.
Coloro che non si soddisfano con poco, non si soddisfano mai”
Siamo diventati un po’ tutti quelli che al tempo in cui Epicuro disse questa frase erano pochi; dovremmo tornare a ricordare la saggezza delle civiltà passate ed apprendere finalmente che, se non impariamo a limitarci, l’umanità non avrà un futuro. La sovrapproduzione del mercato è ciò che porta alla crisi.
Per ritrovare la pace ci propone il suo Progetto di prosperità senza crescita”, che evita la distruzione della natura e consiste nel:
1 – Rivoluzionare, riconcettualizzare e ristrutturare la società;
2 – Rilocalizzare, ridistribuire e ridurre il lavoro e la produzione;
3 – Riutilizzare e riciclare ciò che si è prodotto e scartato. Latouche asserisce che il maggior problema dell’Europa e della Grecia è proprio la disoccupazione: la rottura di tutto. Lui ci fa presente che ci sono troppe poche persone che lavorano per troppe ore al giorno e con il punto due del suo progetto ci suggerisce un modo semplice per uscire da questa situazione. Inoltre, ci ripete, per l’ennesima volta, di far attenzione agli sprechi, perché l’energia del petrolio non è inesauribile e, per la quantità eccessiva con cui la stiamo usando, oltre a portare danni all’ambiente li facciamo anche a noi stessi. Chiude il suo convegno tornando all’aforisma di Allen, dicendo che, se non sceglieremo la giusta strada del bivio ed intraprenderemo la via della decrescita, il mondo finirà nel caos. Dice inoltre che il problema più grande dell’umanità è che noi esseri umani siamo pronti a cambiare in meglio quando oramai è troppo tardi.
Noi tutti, autori di questo articolo, non possiamo che trovarci d’accordo su quello che afferma il nostro Filosofo Economista e non possiamo far altro che suggerire al mondo e ai nostri concittadini di seguire i suoi consigli, soprattutto quelli riguardo allo spreco, perché, fortunatamente, essendo in un piccolo centro, un lavoro, bene o male, lo trovano tutti. Concordiamo, inoltre, su ciò che ha detto riguardo all’umanità, perché, le persone, al giorno d’oggi, hanno una mentalità chiusa, che non permette loro di capire che ci sono cose che vanno prevenute e non si può sperare di risolvere determinati problemi prendendoli all’ultimo momento. Esiste un antico proverbio, che presumiamo conoscano tutti, che afferma: “Prevenire è meglio che curare” ed è forse giunto il momento che gli uomini si sveglino e lo mettano in atto. Di: Giorgia Leoni, Giada Sirigu e Marcello Palombo 3A e 3B Scientifico, 3A Classico

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